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rapporto Unicef/Istat - “Bambini e adolescenti tra nutrizione e malnutrizione”

La Malnutrizione č co-responsabile del 45% delle morti infantili

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La Cava di Pissy

Benvenue à la Creche

Jean Baptist,  il Superiore Provinciale dei Figli della divina Provvidenza ci ha propose una visita alla di Cava di Pissy ,  a poca distanza   dal Centro Medicale Don Orione di Ouagadougou  dove pernottavamo .

Ancora prima di svoltare  l’angolo  ci colpirono  un rumore metallico costante,   e un odore acre. Scopriamo poi che  Il rumore era  prodotto dai  pestelli di acciaio che un centinaio di donne, al riparo di lacere  tettoie, utilizzano per   frantumare   massi di granito .

Facemmo  pochi passi e davanti a noi si aprì il baratro,  un cono rovesciato. Era    da li che saliva  l’odore  prodotto dai pneumatici bruciati  per rendere friabile il granito e staccarne  dei massi che le donne, procedendo attraverso stretti e ripidissimi sentieri, trasportavano in superficie collocati in grosse bacinelle di metallo in equilibrio sulle loro teste.

Il  caldo  soffocante del mese di aprile , il rumore assordante,   l’acre odore ….. eppure il luogo non era il girone infernale che ci si aspetterebbe. I Bambini coi visini  anneriti (?) dalla fuligine e dalla  polvere giocavano gioiosi e ci venivano  incontro, le donne alzavano gli occhi dal proprio lavoro e non lesinano  un saluto accompagnato  da un sorriso

Ci dissero che le donne provenivano tutte da villaggi lontani anche decine di chilometri, raggiungevano la cava a bordo di biciclette portandosi dietro i propri bambini .

Accompagnati dal corte di bambini ci avviammo  verso la struttura che Jean Baptiste voleva  mostrarci. Una casetta bassa, con tetto di lamiera, Entrammo . L’interno era  poco illuminato e la temperatura  alta a causa del tetto di lamiera e delle altezza delle pareti.  I bambini più piccoli,  alcuni di pochi mesi,  erano a terra sopra le stuoie, i più grandicelli giocavano sorvegliati da alcune donne.  Di tanto in tanto arrivava  qualche mamma per la poppata.

Era evidente lo scopo della visita. Jean Baptiste non lo chiese ma si capì  che il nostro intervento era richiesto.  

Ci guardammo sgomenti pensando : “ a Tampellin c’è il dispensario da mandare avanti e poi a breve comincerà la costruzione del centro scolastico già questi impegni mettono a dura prova la nostra capacità “

Mario e Rosario,  i due soci napoletani, a quel punto si tirarono  in disparte e dopo ci annunciano che si sarebbero impegnati  loro per la raccolta dei fondi straordinaria.

Il 16 aprile 2018 abbiamo inaugurato la “ CRECHE “  che Mario e Rosario hanno voluto intitolare a Karla Mariana Donis Meza una loro amica volontaria guatemalteca, morta nel corso di una missione umanitaria

 

 

 

 

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